Tutti i futuri del mondo. Vernice della 56. Biennale d’Arte di Venezia.

IMG_3140

Cosa ci riserva il mondo futuro?

La risposta della Biennale non sembra così rassicurante: la sensazione generale emersa durante l’opening di questi giorni è piuttosto cupa, ombrosa, quasi apocalittica. A tratti malinconica.
Arsenale, giardini: tutti gli spazi espositivi si susseguono in una danza visiva pervasa dai velati rimpianti dell’uomo di fronte a un futuro incerto.

Tronchi d’alberi sradicati, enormi vasche di plaxiglas colme di patatine, visi solcati dalle rughe, ambienti bui e costante presenza della scritta “fine” a firma di svariate opere: questa Biennale sembra quasi un’alternativo esame di coscienza dell’umano, l’estrema unzione concessa ad un mondo sfiancato dopo anni di abusi. Le installazioni sono intelligenti e di valore, opere collegate tutte da un fil rouge curatoriale che si fa sentire senza essere invadente.
IMG_3009
IMG_3131
Schermata 2015-05-09 alle 15.21.59
Okwui Enwezor mette le carte in tavola sul futuro del mondo e lo fa in modo oggettivo, senza cadere nel moraleggiante. Nonostante la tematica per certi aspetti etica e il rischio di propinare la lezioncina buonista del “dobbiamo voler bene alla madre terra”, il risultato complessivo è un bilancio artistico neutro, una presa di consapevolezza riguardo alla situazione attuale e, di conseguenza, riguardo al futuro, o meglio, ai FUTURI che ci attendono.

C’è la generale sensazione di una resa incondizionata dell’uomo arrivato all’ammissione sincera delle sue colpe. Come quando il contenitore, da saturo, comincia a trasbordare: un lento, silenzioso ma persistente trasbordare che finisce col logorare il contenitore stesso. A quel punto la verità appare evidente, semplice, come la sequenza di cause-effetti che l’ha generata.
Ecco, All the World’s Futures ha preso proprio quel contenitore consumato e l’ha piazzato a monito nella prestigiosa vetrina della Biennale.

IMG_3011
IMG_3063
biennale

Di fronte ad un’umanità corrotta, comandata da potere, eterna giovinezza e lusso, il messaggio della Biennale è pulito, oggettivo, quasi sovrannaturale.
Dopotutto “La verità rende liberi”. Non solo: la verità ripaga in qualità e la Biennale di quest’anno ne è la prova.

Peccato che poi ci si contraddica puntualmente con lo sfarzo dell’oligarchia artistica, sempre in prima linea in queste occasioni mondane di opening. Così, tra prosecco, sfilate dell’eccentrico e foto di rito, gli onesti propositi di All The World’s Futures finiscono col passare un po’ in secondo piano.

One thought on “Tutti i futuri del mondo. Vernice della 56. Biennale d’Arte di Venezia.