The Blue(coat) is the new black.

Schermata 2015-06-27 alle 18.02.54

The Bluecoat è l’edificio più antico di Liverpool e uno degli spazi artistici più conosciuti della città. In occasione del festival LOOK/15 ospita tre esposizioni fotografiche differenti tra loro ma in un certo senso affini. Dico “affini” perché, nonostante gli stili agli antipodi, se accostate, le tre mostre sembrano quasi parte di una climax induttiva, di un percorso che, come uno zoom fotografico al contrario, parte dal dettaglio umano per arrivare al complesso paesaggio metropolitano.
Il percorso inizia con Tricia Porter, che con il suo sensibile obiettivo ha documentato la vita dei bassifondi di Liverpool tra il 1972 e il ‘74.
Fotografie in bianco e nero ci mostrano uno spaccato sociale di quegli anni. Protagonista indiscusso è l’umano in ogni sua sfacettatura. In particolare l’attenzione della Porter sembra essersi concentrata sulle diverse fasi dell’esistenza: dall’infanzia in stile Billy Elliott, alla giudiziosa vecchiaia. Lo spazio è il riflesso fisico di quello che emerge visivamente dalle fotografie: la sala è stata infatti divisa in tre aree principali, ognuna della quali si concentra su uno specifico soggetto: le donne (tema del Festival), l’infanzia e, last but not least, i teenagers ribelli con look afro stile anni ’70, una costante negli scatti di Tricia Porter.

Schermata 2015-06-27 alle 18.03.41

Schermata 2015-06-27 alle 18.04.31

Schermata 2015-06-27 alle 18.03.30

Nella seconda esposizione che incontriamo lo sguardo cambia. Sembra non concentrarsi unicamente sul soggetto umano, ma coglierlo immerso nello sfondo che lo circonda.
Protagonisti sono qui gli scatti di Xavier Ribas, fotografo spagnolo dal notevole background artistico. Ci presenta Nitrate, serie fotografica in cui media e tecniche di stampa si amalgamano perfettamente ai soggetti, generando una miscela di colori desertici e atmosfera da far west.
Interessante è notare lo stratagemma visivo adottato del fotografo che, nonostante gli scatti in bianco e nero, ha restituito ai soggetti la sabbiosità cromatica circondandoli di una sottile cornice ocra.

Schermata 2015-06-27 alle 18.03.49

ciao

Infine nell’ultimo passaggio espositivo il soggetto umano sparisce definitivamente per fare spzio al paesaggio metropolitano, che si lascia ammirare nella sua maestosa e metamorfica natura. Tabitha Jusa ci propone il Memorandum of Understanding, un confronto fotografico tra due realtà cittadine così diverse eppure così simili: Liverpool e Shanghai, entrambe metropoli d’acqua.

yessa

Schermata 2015-06-27 alle 18.04.05

Schermata 2015-06-27 alle 18.04.13

Devo ammettere che di fronte a queste ampie stampe di Shanghai, è partito spontaneo l’embolo nostalgico, a memoria del fascino industriale di una citta che mi ho avuto modo di vivere direttamente. Guardando i suoi palazzi rettangolari, la riva del fiume Huangpu mi sembra di sentire ancora l’odore della metro o il vapore dei dumplin appena sfornati. Per un attimo rivedo quella città folle e visionaria che qualche mese fa mi ha ospitato. Un’ottima coincidenza a conclusione di una piacevole visita.
The Blue(coat) is the new black.

Precedente LOOK/15's first stage: photography made in EnglandPrima tappa di LOOK/15: la fotografia made in England Successivo Infinite PossibilityL’infinito nella possibilità

One thought on “The Blue(coat) is the new black.

  1. I have been surfing online more than 3 hours today,
    yet I never found any interesting article like yours.
    It is pretty worth enough for me. In my opinion, if all
    site owners and bloggers made good content as you did, the
    net will be a lot more useful than ever before.

I commenti sono chiusi.