L’intelligenza liquida della fotografia

helmut-newton_mennequins-quai-d_orsay-paris-1977 The wet archive, History, Desire and Photography’s liquid intelligence è una mostra d’arte contemporanea organizzata all’interno del Chazen Museum dell’università Madison nel Winsconsin. L’esposizione presenta numerose fotografie in bianco e nero realizzate da celebri artisti e fotografi come Andy Warhol, Ralph Gibson e Helmut Newton. L’archivio liquido proposto offre la qualità della camera oscura e introduce gradualmente il pubblico verso il suggestivo mondo della fotografia, trasformando così i visitatori in silenziosi osservatori della stretta connessione generatasi tra le fotografie e lo spazio che le ospita. Appena entrati nella galleria, si ha la sensazione di vivere uno slittamento temporale: ci sembra di tornare agli inizi del 20esimo secolo, quando la prosperosa fioritura dell’arte contemporanea e della fotografia faceva il suo ingresso nel panorama artistico internazionale. Osservando queste immagini in bianco e nero, si sente la nostalgia del passato fluttuare tra le fotografie e avvolgere i visitatori che riportano così alla memoria i loro ricordi più profondi. Allo stesso modo i soggetti appesi al muro si caricano qui di un significato nuovo: non sono solo testimonianze di generazioni perdute, ma icone visive che raccontano storie a cavallo tra dimensioni temporali indefinite. Helmut Newton nella sua Rue Aubriot sembra quasi riproporci una provocatoria rivisitazione del capolavoro Amor Sacro, Amor Profano di Tiziano: le due modelle sono immobili al centro della strada, una vestita con un completo dai toni androgini e l’altra nuda. sespera L’abbigliamento e l’intimità di sguardo tra i due soggetti suggeriscono un sotteso femminismo, lo stesso che si può percepire osservando Mennequins, Quai d’ Orsay, fotografia scattata a Parigi dallo stesso Newton nel 1997. L’atmosfera a metà tra l’erotico e l’inquietante riporta all’argomento del femminismo lesbico. Le protagoniste sono in entrambi gli scatti figure sinuose ed eleganti, quasi eteree, come l’ambiente che fa da cornice. La spontanea eleganza delle due foto unisce lo stile francese con la raffinatezza femminile dell’epoca. Bellissime e affascinanti, le due modelle non mostrano alcun tentativo di seduzione, nessun atteggiamento da femme fatale. Il corpo nudo e il tacco alto suggeriscono l’estetica classica, uno stato di eleganza e delicatezza. Lo smoking ricorda gli abiti di Coco Channel e la moda chic. Lo stile di alta classe dei due soggetti trasmette agli spettatori un tocco di romanticismo francese, ombroso ma stimolante. Insieme agli scenari romantici francesi, vi sono anche quelli americani. All’interno dell’esposizione spiccano gli scatti di Cindy Sherman e Andy Warhol, due tra i principali artisti contemporanei americani. Un uomo e una donna, mostrano il loro approccio al Femminismo. cindy-sherman-american-b-1954-untitled-1975-special-printing-2004 Untitled (1975) di Cindy Sherman presenta l’autoritratto della fotografa in vesti marcatamente teatrali. Sottile è l’omaggio rivolto al fascinoso mondo del Burlesque. Allo stesso tempo la freschezza e l’indifferenza del suo sguardo dà allo spettatore un senso di novità. Il patto sotteso tra il datato leitmotiv del Burlesque e la giovane espressione del soggetto mostra il doppio e ossimorico ritratto di una donna. La bellezza esteriore e la serenità interiore. Gli scatti di Sherman e Warhol sono accomunati dalla una sensibilità comune: quella per la moda. andy-warhol-american-1928-1987-shoes-1980 Shoes (1980) di Andy Warhol prende a soggetto una coppia di vivaci scarpe “wing-tipped”, proponendo un’ orgogliosa risposta maschile ai modelli femminili. Dal confronto tra gli scatti protagonisti di quest’esposizione emerge la continua commistione tra stili maschili e femminili che riprende in superficie modelli del fashion, per poi toccare in profondità tematiche sociali piuttosto delicate e importanti, tra cui il femminismo e la sua storia di lotte e diritti. La moda si fa qui portavoce della nostra storia moderna, di quegli anni trascorsi, troppo recenti per essere inseriti nei libri, troppo vecchi per essere ricordati a voce. Attraverso tessuti, portamento ed espressioni emergono così le tappe importanti del nostro giovane passato. Oltre all’esplosiva miscela di moda e fotografia, binomio che riporta alla memoria il movimento femminista alla fine del 20esimo secolo, l’esposizione propone altre immagini che giocano invece con l’illusione ottica, il visibile e l’invisibile, l’assente e il presente. Nel libro di Ralph Gison, Open Book, Top Hat (1974), Gibson fotografa una donna di spalle che tiene tra le mani un libro dalle pagine bianche. L’assenza del testo sul libro richiede la presenza attiva dello spettatore che deve districarsi tra questo labirinto della mente e immaginare il contesto invisibile della pagina vuota e del soggetto di spalle. Ci si chiede allora se la donna di spalle sia persa nelle sue fantasticherie, o se stia leggendo il libro con un sorriso malizioso sul volto, o se sia impegnata nei suoi pensieri, quasi come un ritratto verista romano, pieno di saggezza. Non lo sappiamo, non lo sapremo mai. E questo senso di sconosciuto eccita lo sguardo del pubblico e rende questo scatto misterioso e interessante. ralph-gibson-american-b-1939-doorknob-new-york-from-the-portfolio-artifact-1975 Allo stesso modo, Doorknob di Gibson, è una fotografia che suscita curiosità: divisa in due sezioni ben definite, mostra il dettaglio di una porta socchiusa e, accanto, quello che sembra un profilo umano sfuocato. L’assenza di contesto richiede maggiore spirito d’osservazione da parte degli spettatori per risolvere questo enigma visivo. Ma è proprio quando ci si perde in questo mare di confuse interpretazioni che la fotografia raggiunge il suo massimo obiettivo. Il fotografo stesso si ritiene soddisfatto quando vede il volto sconcertato del pubblico di fronte ai suoi scatti: perché questo è proprio l’effetto che voleva raggiungere. L’enigma fotografico genera così un fresco dialogo tra l’opera e il pubblico, un fertile contesto che porta il visitatore stesso a diventare parte dell’opera. La mostra, presenta anche varie foto create da Andy Warhol che mostrano nudi maschili e femminili. Ulteriore sfida alla percezione dello spettatore. Il dialogo mentale tra fotografia, fotografo e spettatore trasforma la galleria in uno spazio silenzioso pieno di intime interpretazioni: attraversando l’ambiente espositivo, si può infatti sentire il fugace borbottio del pubblico. Il dialogo visivo generatosi ha l’abilità di connettere tra loro epoche diverse, storie, personaggi, fatti centrali del trascorso umano. Questa trama di suggestioni ci mostra l’attuale sviluppo della fotografia, che si pone come un’arte totale, che ingloba in sé ogni stimolo e sottile riferimento. Tutto questo microcosmo è su un’unica superficie fotografica, una stampa di carta in cui le immagini prendono vita e i pensieri cominciano ad intrecciarsi. L’inchiostro fotografico altro non è che il legante tra fotografo, soggetto e pubblico.

Per ulteriori informazioni e dettagli sulla manifestazione, consultare il sito ufficiale:

https://wetarchive.wordpress.com/

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