L’amazzone futurista e la sua luna d’argilla

Becoming an image è il titolo della nuova performance dell’artista Heather Cassil e s’incentra sulla questione della rappresentazione dell’immagine.
La performance, di natura notturna, si è svolta presso l’Università del Wisconsin di Madison.

Quella sera del 17 Febbraio 2015 gli spettatori iniziarono a tirare fuori i loro biglietti e si accomodarono gradualmente nella sala che ospitava lo show. Quando entrarono nell’ambiente, la prima reazione fu quella della sorpresa: ciò che era stato preparato, infatti, non assomigliava per nulla all’usuale palco di performance al quale erano abituati. Di fronte a loro, questa volta, c’era un’enorme pila di argilla disposta sul pavimento, totalmente circondata da sedie per il pubblico distribuite a raggiera.
Pieni di curiosità, gli spettatori hanno così cominciato a prendere posto. Alle 19:00 lo spettacolo è iniziato.
Tutto d’un tratto, la stanza si è trasformata in uno spazio buio. Poi, un raggio di luce si è posato sull’enorme struttura argillosa. Il grigio scuro di questo materiale, da lontano, ricordava la fredda superficie lunare.
Dopo qualche secondo, Cassil ha fatto il suo ingresso, vestita di niente, solo con un sottile panno che le avvolgeva il pube, con i seni esposti come un’Amazzone pronta a colpire. I muscoli del suo corpo emergevano prepotenti di fronte allo sguardo sconvolto degli spettatori, ipnotizzati dalle movenze virili di quel corpo di donna, ora privato di ogni sfumatura vagamente femminile.
L’artista ha così iniziato la sua performance, aiutandosi solo con solo un raggio di luce brillante. Gli spettatori l’hanno vista saltare, correre, colpire, spingere il corpo muscoloso contro l’argilla. La sala della performance annegava nel silenzio, si sentiva solo la voce di Cassil che gridava e ansimava, combattendo contro la montagna. Lo spettacolo è durato due ore.
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Nel buio, per due ore si vedeva una donna nuda colpire l’argilla in tutti i modi, mentre la sua voce penetrante s’insinuava nelle orecchie del pubblico, toccato dalla lenta agonia di quell’immagine.
Becoming an image, nel suo significato letterale, presenta una frase priva di soggetto e di oggetto, incompleta. Tuttavia, è proprio questa sensazione di incompletezza che rende l’essenzialità della performance. Becoming an image è in realtà un’azione, un’azione persistente in corso, e, ancora più importante, è un’ azione sospesa nello spazio e nel tempo. Come una goccia rugiada che cade da un petalo in un gelido mattino invernale, nell’istante in cui scivola e si trasforma per metà in ghiaccio. Becoming an image ci mostra un’azione cristallizzata.
Pertanto, la parte più importante di questa performance non è l’argilla, e nemmeno l’artista, ma l’azione che si sta compiendo.
Si tratta di una unità organicamente tripartita: artista, argilla e azione lavorano in un insieme armonico che permette all’atto performativo di compiersi.
Nel tentivo di catturare questo fugace istante, l’artista sceglie l’argilla per rappresentare ogni sua parte del corpo, il gomito, il dito, i piedi, la testa e la mano.
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Attraverso le ripetute azioni frenetiche dell’artista, i segni del corpo rimangono impressi sulla materia malleabile che si trasforma in immagine, riflesso tridimensionale della fisicità umana. Quindi, l’argilla dopo la performance non è più semplice argilla, ma la resa plastica di un’azione in corso.
Oltre all’aspetto fisico dell’azione, c’è anche quello emotivo da osservare. Cassil stessa ha affermato che mentre colpiva l’argilla, il suono della sua urla è stato effettivamente registrato dalla materia attraverso un percorso visivo. Pertanto, i segni fisici impressi sull’argilla sono rappresentazioni anche spirituali, del dolore, della sofferenza. Le sensazioni che prima scorrevano nel sangue della performer, sono ora visibili segni, graffi e pugni tresferiti sulla materia. In questo modo, Cassil è riuscita a tradurre l’invisibile in forma visibile.
Il giorno successivo, dopo la performance, ho avuto la possibilità di partecipare a un incontro con Cassil. Quando stavo per lasciare la sala, a incontro finito, mi voltai per l’ultima volta verso la scultura di argilla. Nel buio, la struttura, illuminata solo da un raggio di luce, mi fissava, silenziosa e immobile.
Tuttavia, sotto questa scorza di quasi femminea dolcezza, si nasconde un senso di forza, una forza urlata dal cuore, potente e imbattibile.

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Heather Cassil: si è laureata presso Nova Scotia College di Arte e Design, Canada. Ora vive a Los Angeles, Stati Uniti d’America. Cassil è una performer, body builder e trainer. Il 17 febbraio 2015, Cassil è stata ospite presso l’University di Madison nel Wisconsin, dando vita alla sua ultima performance: Becoming an Image

Fotografo: Timothy Hughes

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