LA FOLLIA ZEN DEL CASANOVA GIUDECCHINO

“Ho deciso che dal 1 Febbraio 2015 voglio vivere da poeta. Non capisco perché ogni volta che ne parlo la gente si scandalizza. Fare poesia è un mestiere, come tutti gli altri, come fare il panettiere, l’architetto, il medico o il giornalista.”

Ecco a voi Manuel Carrión.
Devo premettere che non è stato facile descriverlo. Gli aggettivi mi approcciavano in abbondanza, ma la sua personalità oltremodo esplosiva non si lasciava facilmente inserire dentro binari razionali.

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Manuel ha l’ingenua purezza del sognatore e la vanità di una modella durante un servizio di Vogue. Ha gli occhi sensibili di un artista e la testa di un inventore pazzo. Ha le mani abili di un artigiano e maneggia blocchetti di legno su cui scrive come fossero post-it. A metà tra una guida mistica e un PR senza vergogna, Manuel pensa come un poeta e parla con l’accento sudamericano che rende ogni frase più esotica ed affascinante.
Di cosa parla?
Della teoria dei 4 elementi naturalmente. Acqua, Terra, Fuoco, Aria.
Quest’ultima è la chiave per comprendere ogni suo progetto, l’espressione magica che apre il portoncino ferroso della piccola e adorabile Carrión Gallery in Giudecca.

Manuel sembra quasi ossessionato dal numero 4: questo è l’indiscusso protagonista di ogni suo ragionamento, dalla lista della spesa all’organizzazione di un evento artistico. E quando il 4 diventa limitante, comincia a ragionare con i suoi multipli: 8, 16 e via dicendo..
Quello che ad un primo impatto sconvolge di lui, poi inizia ad affascinare. Ci si sofferma ad osservare la sua pulita precisione numerica e il suo sguardo genuino.
Sulla teoria dei 4 elementi si basa uno dei suoi progetti più ambiziosi (dopo la costruzione di parecchie università in Sud America, giusto per dare l’idea).
Un progetto che solo una mente coraggiosa (e un po’ folle) come quella di Manuel avrebbe potuto partorire. Un progetto talmente assurdo e audace da sembrare quasi REALIZZABILE.
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Spying on history with Casanova, questo è il nome, prevede la creazione di una grande, immensa, opera d’arte collettiva incentrata sulla celebre figura storica di Giacomo Casanova. Questo progetto a sua volta non è altro che un tassello del grande Opus Magnum, un’installazione ambiziosa in cui migliaia di quadretti 10×10 cm vengono accostati l’uno accanto all’altro dando vita a un immenso mosaico di colori, idee e forme.
E con “migliaia di quadretti” intendo proprio MIGLIAIA. Precisamente 65.536, questa è la modica cifra a cui si ambisce arrivare.
Ogni quadretto ha il suo autore: artisti, studenti, turisti da ogni parte del mondo interpretano a loro modo Casanova, creando a infinite associazioni visive.
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Il progetto è stato inaugurato il 2 aprile 2014. Il numero di tele che si vuole raggiungere a un anno di distanza è 1160, frutto di un preciso calcolo numerico che combina i 290 anni di Casanova con i 4 elementi. Ora Manuel ha raccolto più di 808 tele, piccole e preziose icone che omaggiano il Don Giovanni d’altri tempi e la splendida città che gli ha conferito i natali.

Riuscirà a raggiungere il numero prefissato?
Sì, certamente.
Perché? Perché Manuel non è solo un sognatore. È un tenace combattente. Lui crede ciecamente in questo progetto; non c’è tono di dubbio nella sua voce e nemmeno una minima sfumatura di perplessità nel suo sguardo. Non c’è speranza, ma solida convinzione.
Ed è proprio questo che lo rende un vincente.
Lui ne è certo: tra qualche anno lo vedremo alla Biennale con la sua immensa installazione.

Non ci resta che aspettare, o meglio, contribuire, realizzando il nostro personale Casanova.
Io sono già all’opera, e voi?

Per avere maggiori informazioni riguardo a questo progetto consultate la pagina fb della Carrión Gallery: https://www.facebook.com/carriongalleryvenice

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